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Iniziativa dei cittadini europei
Vietare allevamenti e commercio di pellicce in tutta l’Ue, nuova campagna europea “Fur free Europe”

Inizia oggi, mercoledì 18 maggio 2022, l’ambiziosa nuova Iniziativa dei cittadini europei (Ice) per introdurre in tutta l’Unione il divieto di allevamento di animali per la produzione di pellicce, così come il commercio di prodotti di pelliccia. “La Ice #FurFreeEurope – spiega la Lav – è stata ufficialmente registrata dalla Commissione Europea il 16 marzo, accogliendo dunque la validità della base giuridica della nostra istanza”, con la quale si chiede il divieto di allevamento in tutta Europa di animali destinati alla produzione di pellicce e il divieto di commercio di pellicce.

Il contesto europeo – ricordano gli organizzatori della campagna – è oggi più che mai favorevole al raggiungimento di questo traguardo, infatti “l’industria della pelliccia sta affrontando una grave crisi economica, sia per la chiusura degli allevamenti (divieti nazionali, focolai in allevamenti di visoni e misure anti-Covid) sia per le dismissioni di queste produzioni da parte dei principali brand globali della moda”. E 12 Stati membri, tra cui l’Italia, in occasione del Consiglio Europeo dell’Agricoltura del 28 giugno 2021, hanno già chiesto alla Commissione UE di esaminare le opzioni per il divieto permanente dell’allevamento di animali “da pelliccia” e di presentare una proposta legislativa per raggiungere questo obiettivo; mentre la Commissione ha avviato la revisione della legislazione sul Benessere degli animali in allevamento, che include anche gli animali “da pelliccia”; ciò significa che la nuova regolamentazione (entro marzo 2023 è prevista la bozza del Regolamento) potrebbe già includere il divieto di allevamento di animali allo scopo di ricavarne pellicce.

L’industria della pelliccia – ricordano i promotori della campagna – rappresenta anche una seria minaccia per la biodiversità, con alcune specie allevate, come il visone americano e il cane procione, che sono fuggite dagli allevamenti di animali da pelliccia e ora sono considerate (loro malgrado) specie aliene invasive (Ias), causando impatti negativi sulla fauna selvatica nativa europea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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