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Il voto del Parlamento Ue
Via libera definitivo alla nuova Pac. Più controlli e più soldi ai giovani agricoltori

Via libera definitiva del Parlamento europeo alla nuova politica agricola comune (Pac). Una gestazione durata tre lunghi e litigiosi anni e conclusasi ieri con l’ultimo voto nell’aula di Strasburgo a maggioranza molto larga. In soldoni, dal 2023 al 2027, circa 387 miliardi di euro saranno destinati all’agricoltura europea. Questo equivale al 33 per cento del bilancio complessivo dell’Unione. Gli europarlamentari hanno approvato il pacchetto di norme che regoleranno l’agricoltura del Vecchio Continente dal primo gennaio 2023. I tre documenti che compongono la policy hanno ottenuto mediamente 450-480 voti a favore, 130-170 contrari e 55-70 astensioni.

Nel dettaglio, il “regolamento sui piani strategici della PAC” è stato approvato con 452 voti favorevoli, 178 contrari e 57 astensioni; il “regolamento orizzontale” con 485 voti favorevoli, 142 contrari e 61 astensioni e il “regolamento sull’organizzazione comune dei mercati” con 487 voti favorevoli, 130 contrari e 71 astensioni. Un voto scontato dopo che l’Europarlamento aveva capitolato di fronte al Consiglio Ue, cedendo su molti dei punti più importanti sul piano climatico durante il Trilogo, e la Commissione europea non aveva dato seguito alla minaccia di ritirare la Pac e far ripartire tutto da zero.

Dal 2023 al 2027, circa 387 miliardi di euro saranno destinati all’agricoltura europea

Come si precisa in una nota di Bruxelles, nel corso dei negoziati sul pacchetto di riforma legislativa, gli eurodeputati hanno insistito sul fatto che il rafforzamento della biodiversità e il rispetto delle leggi e degli impegni ambientali e climatici dell’Ue, saranno fondamentali ai fini dell’attuazione della nuova Pac. E mentre la Commissione Ue valuterà se i piani strategici nazionali sono in linea con questi impegni, gli agricoltori dovranno conformarsi a pratiche rispettose del clima e dell’ambiente. I Paesi membri, da canto loro, dovranno garantire che almeno il 35% del bilancio per lo sviluppo rurale e almeno il 25% dei pagamenti diretti siano destinati a misure ambientali e climatiche.

Una delle misure più discusse è stata la dimensione ambientale dei pagamenti diretti nel primo pilastro. A partire dal 2023, parte di essi sarà infatti condizionata al rispetto di precisi vincoli in materia. È stato dato l’ok anche al 25% dell’intero ammontare delle risorse della Pac dovrà essere destinato a pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente. Con le nuove regole, tra l’altro, il 10% dei finanziamenti sarà redistribuito dalle aziende di grandi dimensioni a quelle più piccole, che riceveranno così un maggiore sostegno e almeno il 3% del bilancio della PAC vada ai giovani agricoltori. Gli eurodeputati hanno anche insistito per creare una riserva di crisi con una dotazione annua di 450 milioni di euro (a prezzi correnti) per aiutare gli agricoltori in caso di instabilità dei prezzi o del mercato.

Inoltre, entro il 2026, è prevista, a livello statale, una convergenza dei pagamenti diretti per ettaro di almeno l’85%. In questo modo, anche se continuano a esistere differenze regionali nel livello dei pagamenti diretti per ettaro, il valore medio tra le regioni continuerà a convergere. I programmi operativi saranno poi ricondotti e i sistemi di assicurazione saranno ampliati e migliorati. Con la riforma aumentano anche il monitoraggio delle norme europee sul lavoro nel settore agricolo e le sanzioni per le infrazioni, in virtù della cooperazione tra gli ispettorati del lavoro nazionali e gli organismi pagatori della Pac. 

Le informazioni sui beneficiari finali del sostegno dell’Ue saranno più trasparenti grazie a uno strumento europeo di estrazione dei dati, a cui avranno accesso i paesi membri. Servirà a identificare il rischio di frode mediante un controllo incrociato delle informazioni delle banche dati pubbliche. Ricordiamo che le attuali regole della Pac sono state prorogate dopo il 31 dicembre 2020 e sostituite da regole transitorie fino alla fine del 2022. Mentre, una volta approvate formalmente anche dal Consiglio UE, le nuove regole della riforma Pac saranno applicabili dall’1 gennaio 2023. Ora la palla passa al governo nazionale. Intanto, nei prossimi mesi, il piano di sviluppo rurale dovrà essere elaborato e l’Italia dovrà determinarne l’attuazione dettagliata a livello nazionale, nel quadro del piano strategico.

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