Terrà Blog

Siccità in Sicilia
Giugno 2022 il più caldo di sempre. Indispensabili ulteriori tecniche di irrigazione sostenibili

di Luigi Pasotti*

La prima parte dell’estate 2022 è ormai alle spalle e l’andamento meteorologico dell’anno suggerisce numerose riflessioni in merito alle problematiche della siccità e dell’approvvigionamento idrico ai fini irrigui in relazione all’andamento meteo-climatico. Il quadro attuale è infatti sotto diversi aspetti inedito rispetto al passato, meritando un’analisi non superficiale delle nuove problematiche che le anomalie climatiche stanno facendo emergere.

Siccità 2022: un bilancio in chiaroscuro

La grave situazione di siccità nelle aree centro-settentrionali della penisola italiana fa emergere diverse considerazioni: mentre negli ultimi 12 mesi la Sicilia può contare su un bilancio delle precipitazioni mediamente positivo rispetto alla norma, a causa delle abbondantissime e localmente eccezionali piogge autunnali, per l’intero 2021 gran parte delle aree del Centro-Nord è risultata deficitaria rispetto alla norma. Il decorso del primo semestre 2022 ha visto invece una scarsità di precipitazioni anche in Sicilia oltre che su tutta la penisola, e le aree centro-meridionali della nostra regione sono caratterizzate da deficit molto accentuati.

Con gli strumenti classici di analisi della siccità, questa particolare situazione della Sicilia è ben rappresentata dai valori degli indici di siccità SPI (Standardized Precipitation Index) ai diversi intervalli temporali presi in considerazione. Il salto nella valutazione del livello di siccità avviene quando si passa dalla valutazione dei valori di SPI a 12 mesi a quelli a 6 mesi. I primi sono ancora influenzati dalle abbondanti piogge autunnali e ancora in prevalenza positivi, indicando pertanto un surplus pluviometrico rispetto alla norma. Gli indici SPI a 6 mesi sono invece caratterizzati da valori negativi e molto bassi, con la sola eccezione della fascia tirrenica, mettendo in evidenza una siccità di breve periodo tra le più serie degli ultimi 20 anni.

A medio-lungo termine, bilanci idrici in prevalenza positivi

In termini di valutazione della siccità, proprio questo quadro mette in evidenza due aspetti fondamentali che la siccità può assumere: vi è una “siccità idrologica” che valuta, in base alle precipitazioni occorse, la disponibilità potenziale di risorsa idrica nei sistemi di accumulo, principalmente negli invasi e nel sistema delle acque sotterranee. La siccità idrologica è una siccità che si realizza nel medio-lungo termine in seguito a periodi di deficit pluviometrico molto prolungato in cui le precipitazioni non riescono a compensare la diminuzione delle riserve idriche avvenute a causa degli utilizzi e delle perdite per evaporazione. Non è questo il caso attuale della Sicilia, che per quanto riguarda gli invasi nel loro complesso gode attualmente di una disponibilità idrica potenziale mediamente buona rispetto agli anni più recenti. Ci troviamo in una condizione molto lontana da quella delle grandi siccità che hanno colpito la Sicilia in modo generalizzato, l’ultima delle quali può essere considerata quella del 2001-2002. La disponibilità idrica attuale anche se non omogenea, costituisce quindi una condizione positiva del sistema idrologico nel suo complesso, indipendentemente dall’efficienza delle infrastrutture per la distribuzione della risorsa idrica.

Figura 1 – Mappa SPI12 (Standardized Precipitation Index a 12 mesi) Sicilia

Una marcata siccità di breve-medio termine nelle aree centro-meridionali

La “siccità agronomica”, detta anche “siccità meteorologica”, è invece legata al deficit di apporti naturali con le precipitazioni e si manifesta anche nel breve periodo, colpendo in particolare le colture non irrigue, che non possono avvantaggiarsi degli apporti provenienti da riserve idriche. Anche le colture irrigue in realtà sono colpite dalla siccità meteorologica a causa del maggior fabbisogno irriguo, che a livello aziendale può tradursi in un precoce esaurimento delle risorse aziendali e in un incremento dei costi di distribuzione e/o sollevamento, nel caso di pozzi. Da questo punto di vista, il primo semestre 2022 è stato estremamente povero di precipitazioni, risultando per la media regionale il quarto meno piovoso dell’intera serie 1921-2022, superiore per accumuli pluviometrici solo agli analoghi periodi degli anni 1983, 1989 e 1997.


Figura 2 – Mappa SPI6 (Standardized Precipitation Index a 6 mesi) Sicilia

La disomogeneità nella distribuzione territoriale delle precipitazioni è stata molto marcata, con deficit generalmente crescenti da Nord verso Sud, specie nelle aree costiere delle province di Agrigento, Ragusa e Caltanissetta, dove il deficit arriva localmente al -70% rispetto ai valori normali del semestre. L’impatto sulle colture ha riguardato finora soprattutto i seminativi non irrigui, con significative diminuzioni delle rese soprattutto nelle aree centro-meridionali dell’isola. Alcune piogge occorse nel periodo primaverile, pur modeste quantitativamente, sono intervenute provvidenzialmente in momenti critici per il frumento duro evitando ripercussioni negative ancora maggiori.

L’impatto sempre più forte dell’aumento delle temperature sui fabbisogni irrigui

I metodi di valutazione della siccità basati solo sui quantitativi di precipitazione caduti nei periodi presi in esame, presuppongono che nel bilancio idrico sia sufficiente tenere in considerazione gli apporti delle piogge come elemento principale del bilancio. In realtà l’impatto della carenza di precipitazioni sulle precipitazioni si sta mostrando più consistente a causa del progressivo aumento delle temperature, che negli anni più recenti ha mostrato segnali sempre più evidenti coerentemente con le osservazioni effettuate a livello globale.

In particolare, è negli anni recenti che l’impatto delle elevate temperature si è fatto meno episodico: estati caratterizzate da ripetute ed intense ondate di caldo torrido hanno interessato gli anni 2003, 2007, 2012, 2017, inframmezzate tuttavia da anni in cui sono state presenti prolungate pause con temperature vicine alla norma, più spesso in corrispondenza di flussi freschi di origine balcanica che non per l’influenza dell’anticiclone delle Azzorre.

Gli anni 2021 e 2022 appaiono invece mostrare anomalie più marcate, tanto da influire pesantemente anche sui bilanci idrici. Se il 2021 è stato l’anno delle intense ondate di caldo dei mesi di giugno e agosto, con molti record di temperatura massima assoluta registrati dalle stazioni SIAS rispetto all’intero periodo di funzionamento 2002-2021, l’anno 2022 ha mostrato finora anomalie altrettanto marcate anche se di diverso tipo. In particolare, quello del 2022 è risultato il giugno più caldo di sempre, superiore anche a quello del 2003, ma è soprattutto la persistenza delle elevate temperature a far registrare valori mai raggiunti in precedenza per alcuni indici climatici, in particolare per l’indice SU30 “giorni tropicali”, che alla data del 10 luglio raggiunge valori che mediamente verrebbero raggiunti due settimane dopo, alla fine del mese.

Figura 3: Temperature medie regionali mese di giugno 2003-2022 Sicilia
Figura 4: Indice climatico SU30 “ giorni tropicali al 10/07/2022 – Media Sicilia

Il riflesso più immediato sui fabbisogni irrigui è dato dall’incremento dei livelli di evapotraspirazione, che a partire dalla seconda decade di maggio sono risultati costantemente superiori alla media, raggiungendo incrementi anche oltre il 15% al di sopra dei valori normali.

Figura 5 : Evapotraspirazione potenziale media regionale anno 2022 rispetto alla norma 2003-2021 (mm)

Tali livelli di evapotraspirazione non solo incrementano i fabbisogni irrigui in termini di volumi, ma incidono anche nell’anticipare gli interventi delle irrigazioni di soccorso finalizzate a superare i periodi di maggiore stress anche in colture resistenti alla siccità come olivo e vite; interventi che in queste condizioni rischiano tuttavia di diventare non più episodici bensì una necessità permanente nelle pratiche colturali.

Se in questo momento l’impatto della siccità si sta manifestando in relazione alla possibilità o meno delle aziende di utilizzare riserve idriche aziendali o usufruire delle reti consortili, chiamando in causa più l’efficienza delle reti di distribuzione che non la disponibilità idrica, nel prosieguo della stagione irrigua sarà opportuno valutare l’impatto effettivo delle anomalie termiche dell’annata su quantità e qualità delle produzioni. La prospettiva che tali anomalie possano diventare una costante con cui dover fare i conti nei prossimi anni imporrà un’accelerazione nel perseguimento dell’efficienza dell’uso delle risorse idriche disponibili ed un’ulteriore spinta verso tecniche di irrigazione sostenibili.

*Unità Operativa SIAS Catania

©RIPRODUZIONE RISERVATA





Vuoi ricevere gli aggiornamenti di Terrà per email?

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Post a Comment

You don't have permission to register