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Procedure farraginose
PAN fitofarmaci, si lavora sul secondo Piano d’azione nazionale. E non senza difficoltà

Il Pan è il Piano d’azione Nazionale elaborato e redatto da ogni Stato della comunità europea, con lo scopo di ridurre e limitare l’utilizzo dei prodotti fitosanitari (pesticidi). É da sottolineare la Direttiva 2009/128/CE che rappresenta una rivoluzione per la gestione fitosanitaria, interessando tutte le aziende agricole e tutti coloro che commercializzano o utilizzano prodotti fitosanitari. La Direttiva ha previsto che ciascuno Stato membro UE elaborasse un “Piano d’Azione Nazionale” (Pan) con scadenza quinquennale, e attualmente, è in corso di elaborazione il secondo PAN. I piani sono definiti per stabilire gli obiettivi, le misure, i tempi e gli indicatori per la riduzione dei rischi e degli impatti derivanti dall’utilizzo dei prodotti fitosanitari. “Aumentare la sostenibilità delle produzioni agricole, sia in termini ambientali che economici e sociali.” Questo è l’obiettivo del nuovo Pan per l’uso sostenibile dei fitofarmaci, che prevede di contrastare con misure vincolanti l’inquinamento e i cambiamenti climatici. In occasione di un recente incontro della Commissione europea sono state presentate le principali novità della bozza del Piano d’azione nazionale che risulta ancora in elaborazione.

A questo proposito la strategia europea “From Farm to Fork” prevede la riduzione dell’uso dei prodotti a sintesi chimica sul territorio del 50% entro il 2030; proseguendo poi con la strategia del “Biodiversity” per assicurare la sostenibilità dell’agricoltura e della specie animale. Le questioni affrontate nel nuovo Pan non sono poche e il Comitato tecnico scientifico dovrà tener conto anche dei recenti indirizzi programmatici della Commissione (Green Deal, From Farm to Fork, Biodiversità 2030). Dopo di che il testo passerà ai Ministeri competenti, alla Conferenza Stato-Regioni per acquisirne l’intesa e successivamente alla firma dei tre Ministri competenti per la pubblicazione su Gazzetta ufficiale, nei prossimi mesi.

In Italia, la redazione del Pan e la sua applicazione sono state particolarmente complesse, coinvolgendo – oltre a vari enti, soggetti e autorità – ben tre Ministeri (Ambiente, Salute e Agricoltura) e tutte le Regioni e Province autonome alle quali, prevalentemente, è affidato il compito di organizzare, fornire e sostenere quegli strumenti fondamentali per la corretta applicazione delle azioni previste dal Pan, con il “supporto” dei Ministeri competenti. La sostanziale “regionalizzazione” delle misure della Direttiva non ha certo aiutato l’armonizzazione di norme e procedure, spesso piuttosto diverse tra le Regioni. Il nuovo Pan dovrà tener conto delle “raccomandazioni” fatte dalla Commissione europea a seguito di una visita in Italia di una sua delegazione nel 2017 che aveva rilevato alcune criticità del precedente PAN.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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