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La Politica agricola comune compie 60 anni. Ecco come è evoluta la Pac


Il 2022 segna il 60º anniversario della politica agricola comune dell’UE, per molti osservatori ha rappresentato il vero collante dei popoli europei. La politica agricola è un insieme di leggi adottate dall’UE per offrire una politica unificata comune in materia di agricoltura. La sua origine si fonda sull’articolo 38 (paragrafo 1), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e che così recita: “L’Unione definisce e attua una politica comune dell’agricoltura e della pesca. Il mercato interno comprende l’agricoltura, la pesca e il commercio dei prodotti agricoli.” A metà gennaio 1962 è stato firmato il regolamento istitutivo della politica agricola comune, dando così origine alle prime norme comuni in materia di agricoltura dell’UE. Da allora la politica si è evoluta, adattandosi alle nuove condizioni e richieste del mercato, nonché a sfide come i cambiamenti climatici.

Com’è evoluta la PAC nel corso degli anni?

Dopo la devastazione della Seconda guerra mondiale, l’Europa compie passi decisivi verso un futuro pacifico e unito. Per ripristinare il tessuto sociale ed economico, i sei paesi fondatori dell’allora Comunità europea avviano colloqui per un approccio comune all’agricoltura. Nell’economia europea del dopoguerra il settore agricolo svolgeva un ruolo significativo, ma era caratterizzato da:
• scarsa produzione alimentare, in parte a causa della guerra
• reddito degli agricoltori molto inferiore a quello di altri settori
• necessità di facilitare l’accesso ai prodotti alimentari e di aumentare la produttività
• politiche agricole nazionali non armonizzate, con conseguenti differenze nelle condizioni di concorrenza.

Nel 1962 la PAC è introdotta con i seguenti obiettivi:

• aumentare la produttività dell’agricoltura
• assicurare un tenore di vita equo agli agricoltori
• garantire la sicurezza degli approvvigionamenti
• stabilizzare i mercati
• creare una catena di approvvigionamento sicura e a prezzi ragionevoli
• armonizzare le regole di concorrenza in tutti i paesi.

Per raggiungere questi obiettivi è istituito un sistema economico di sostegno dei prezzi e del mercato.


Come funziona la PAC?

Sostegno diretto
La PAC garantisce ai cittadini dell’UE un’offerta affidabile e abbondante di alimenti di qualità nonché un ambiente salutare e paesaggi eccezionali. Il sostegno diretto garantisce che:

• gli agricoltori ricevano un sostegno al reddito e in cambio coltivino i propri terreni agricoli e rispettino le norme in materia di sicurezza alimentare, ambientale e di benessere degli animali
• gli Stati membri dell’UE mantengano attività agricole adatte alla loro situazione climatica o geografica
• i produttori reagiscano ai segnali del mercato in modo da produrre i beni richiesti dai consumatori, consentendo di massimizzare i loro profitti
• gli agricoltori che non soddisfano alcuni requisiti in materia di salute pubblica, animale e vegetale, ambiente e benessere degli animali possano ricevere un sostegno inferiore o non ricevere alcun sostegno (condizionalità incrociata).

Misure di mercato
Molte sfide attuali e future, tra cui la concorrenza mondiale, le crisi economiche e finanziarie, i cambiamenti climatici, i costi volatili di fattori produttivi quali il combustibile e i fertilizzanti, hanno ripercussioni sul settore agroalimentare.
Per controbilanciare gli effetti dell’elevata volatilità dei prezzi sui mercati agricoli nell’UE è stata istituita una serie di norme nell’ambito della PAC. Il regolamento sull’organizzazione comune dei mercati (OCM) prevede di:

• basarsi sulle norme del mercato comune per i beni e i servizi, creando strumenti politici specifici che contribuiscano a migliorare il funzionamento dei mercati agricoli
• definire parametri per intervenire sui mercati agricoli e fornire un sostegno specifico per settore
• includere norme sulla commercializzazione dei prodotti agricoli e sul funzionamento delle organizzazioni di produttori e interprofessionali
• affrontare questioni connesse al commercio internazionale e alle regole di concorrenza.

Favorendo il buon funzionamento del mercato unico l’OCM garantisce la diversità, la disponibilità e l’accessibilità economica nonché la sicurezza dei suoi prodotti agricoli.

Sviluppo rurale
Le zone prevalentemente rurali rappresentano la metà dell’Europa e sono abitate da circa il 20% della popolazione dell’UE. La maggior parte di queste zone fa inoltre parte delle regioni meno favorite dell’UE, con un PIL pro capite notevolmente inferiore alla media europea. Le misure dell’UE in materia di sviluppo rurale contribuiscono a:
• modernizzare le aziende agricole, promuovendo la diffusione delle tecnologie e dell’innovazione
• lanciare le zone rurali, ad esempio tramite investimenti nella connettività e nei servizi di base
• migliorare la competitività del settore agricolo
• tutelare l’ambiente e mitigare i cambiamenti climatici
• migliorare la vitalità delle comunità rurali
• assicurare il ricambio generazionale nel settore agricolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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