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Fondi europei
La carica dei 2mila, meno di 28 anni e molte donne. Ecco chi sono in Sicilia i nuovi giovani imprenditori agricoli

di Antonino Drago*

Il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana, attraverso il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2022, sta intervenendo in maniera determinante sul mondo giovanile siciliano, per rinnovare il tessuto imprenditoriale delle aziende agricole. Ciò lo si sta facendo soprattutto attraverso la misura 6.1, che prevede un premio una tantum di insediamento di 40mila euro per ciascun giovane agricoltore che avvia una nuova impresa agricola e che presenta un progetto innovativo di investimento per il miglioramento e/o la diversificazione aziendale.

Sul bando della misura 6.1 relativo al pacchetto giovani, pubblicato nel 2017, sono state presentate circa 5mila domande e ne sono risultate ammissibili a finanziamento circa 2mila. Originariamente era stato previsto un numero di circa 1600 nuovi insediati, ma grazie alle nuove risorse aggiuntive del biennio 2021-2022, con il significativo contributo delle risorse del Next Generation EU, essendo oggi disponibili 304 milioni di euro, è sostanzialmente possibile finanziare tutte le circa 2000 domande ammissibili.

MisuraRisorse iniziali (keuro)Risorse aggiuntive
2021-2022 (keuro)
Attuali risorse complessive (keuro)
6.1 – Premio insediamento65.0009.00074.000
4.1 – Miglioramento aziende agricole160.00020.000180.000
6.4.a – Diversificazione attività agricole25.00015.00040.000
8.1 – Imboschimento superfici agricole10.00010.000
TOTALI260.00044.000304.000
Nella tabella sono riportate le risorse finanziarie disponibili, distinte per misura e per periodo

Vediamo adesso uno spaccato generale sulle caratteristiche principali sui giovani che chiedono di essere sostenuti dal PSR Sicilia. Delle 5mila domande presentate, circa il 40% è relativo a nuove imprenditrici. Questo è un primo dato davvero significativo: molte donne intendono dedicarsi all’imprenditoria agricola giovanile. Un altro dato rilevante è l’età dei partecipanti al bando: due terzi di essi hanno meno di 30 anni e l’età media complessiva è inferiore ai 28 anni. La gran parte dei richiedenti è quindi molto giovane, ben al di sotto della soglia sul requisito di partecipazione, che è di 40 anni.

Questi giovani si stanno insediando su aziende precedentemente condotte da imprenditori che hanno un’età media di circa 61 anni. Il ricambio generazionale ha quindi determinato un forte e concreto “ringiovanimento” dell’azienda, il cui fattore è in media pari a circa 33 anni. Circa il 60% dei beneficiari selezionati è in possesso della qualifica necessaria alla conduzione aziendale, mentre il 23%dispone di un titolo di studio specialistico (10% la laurea, 13% il diploma). Il requisito dell’esperienza lavorativa in agricoltura è presente invece solo nel 7% dei beneficiari.

Il 16% non presenta requisiti di specializzazione o di esperienza, ma non si tratta di persone prive di istruzione: il 44% ha infatti un titolo di diploma non specialistico in materia agraria e il 25% ha una laurea non specialistica. Inoltre i due terzi degli intervistati hanno dichiarato di aver seguito negli ultimi tre anni uno o più corsi di formazione inerenti l’attività agricola, zootecnica o forestale, di carattere tecnico o gestionale. Prima della decisione di insediarsi, più di due terzi dei giovani non lavorava. Un terzo perché disoccupato, un terzo perché ancora studente. Ciò vuol dire, in sostanza, che per circa il 70% dei richiedenti il pacchetto giovani ha rappresentato un’importante opportunità per trovare occupazione.

Il 70% dei richiedenti il pacchetto giovani ha rappresentato un’importante opportunità per trovare occupazione

I progetti finanziati ricadono prevalentemente nelle aree rurali economicamente più deboli della regione (aree C e D). Per tale motivo si ritiene che potranno essere significativamente importanti i risvolti positivi sulle previsioni di crescita economica di tali aree geografiche dell’Isola con maggiori problemi di sviluppo. Tra le migliaia di progetti presentati nell’ambito del miglioramento tecnico-economico delle aziende agricole, gli esempi più significativi riguardano il rinnovamento del comparto della frutta secca e della frutticoltura sub-tropicale, il miglioramento della filiera olivo-olio, il moderno allevamento della chiocciola, le colture protette di ultima generazione, l’uso intelligente dei sottoprodotti agricoli verso produzioni industriali innovative, orientati alle più recenti strategie nel campo dell’economia circolare (es. bio-tessuti, ecc.).

In particolare sono stati presentati moltissimi progetti innovativi che puntano principalmente ai seguenti obiettivi economici, ecologici, di salubrità delle produzioni e di salute dei lavoratori: miglioramento del processo produttivo dal punto di vista igienico-sanitario, per elevare gli standard qualitativi dei prodotti agricoli e zootecnici; riconversione varietale delle colture mirata alle nuove esigenze di mercato e realizzazione di nuovi impianti mediante l’utilizzo di portinnesti tolleranti alle fitopatie; realizzazione di strutture innovative per le colture protette con sistemi di riciclaggio dell’area per migliorare la salubrità degli ambienti di lavoro e ridurre i trattamenti fitosanitari; introduzione di macchine specializzate per le operazioni colturali, per ridurre i costi di produzione e i consumi energetici e per accrescere la qualità dei prodotti; recupero, trattamento e valorizzazione di residui, reflui e sottoprodotti vegetali e zootecnici, per un loro impiego agronomico e per la produzione di energie da fonti rinnovabili; concentrazione dell’offerta attraverso centri interaziendali di lavorazione e commercializzazione (logistica), per elevare la quota di valore aggiunto che rimane all’imprenditore agricolo.

Tanti e significativi sono anche gli investimenti proposti per la diversificazione delle attività agricole. Di essi, più di metà riguardano la realizzazione di strutture agrituristiche e fattorie didattiche. Le iniziative progettuali presentate per queste attività hanno elevate caratteristiche innovative, prevedono l’introduzione di nuovi servizi per il cliente e l’utenza e fanno largo uso di nuove tecnologie ed energie da fonti rinnovabili. Insomma, la crescita del capitale umano è la componente principale di questa strategia di politica agraria. Tuttavia, le caratteristiche soggettive dei beneficiari indicano che, seppure il livello medio di istruzione è piuttosto elevato, pochi sono in possesso di adeguate competenze specialistiche, ed è pertanto necessario assicurare un’azione estesa di trasferimento di conoscenze, per innalzare significativamente gli skill imprenditoriali dei moderni agricoltori.

Ecco perché nel nuovo Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027, che prenderà il via il primo gennaio 2023, la Regione Siciliana sta puntando, congiuntamente ad un ulteriore robusto impegno finanziario per sostenere l’insediamento di molti nuovi giovani imprenditori agricoli, ad un forte sostegno per le azioni e i processi di innovazione, formazione e consulenza, nell’ambito della nuova cornice integrata del modello AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System), per elevare il kow-how professionale e culturale specifico, necessario alla moderna gestione delle imprese di domani.

*Dirigente Area Programmazione del dipartimento regionale Agricoltura

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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