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E' corsa al pregiato fungo
In Sicilia, è in piena attività la cerca del tartufo. Ecco il calendario di raccolta da rispettare

E’ ormai risaputo da un paio di decenni che nelle aree boschive del territorio regionale siciliano sia presente in grandi quantità il tartufo, fungo dalle pregevoli qualità organolettiche e gastronomiche.
Le zone più vocate alla cerca e la coltivazione del tartufo sono i Monti Sicani, i Monti Nebrodi e le Madonie, ovvero gli areali boschivi che presentano terreni alcalini con ph superiore a 7, e che provengono dalla disgregazione di roccia dell’era mesozoica, quindi una roccia calcarea. Per la cerca di questo pregiato fungo ipogeo a maturazione scalare, che nasce e cresce sottoterra, è necessario l’ausilio dei famosi “cani da tartufo”; grazie al loro fiuto i cani riescono a trovare il tartufo che profuma nel momento della maturazione, e infatti i funghi non maturi, che non hanno odore, non vengono raccolti.

Tre lagotti romagnoli

I cani vengono addestrati a riconoscere i diversi profumi delle diverse specie, e possono essere utilizzati animali di diverse razze, purché siano cani docili che non si distraggono con la selvaggina. Una delle razze più utilizzate è il lagotto romagnolo, ubbidiente e facile da addestrare, ama la compagnia dell’uomo.
Esistono anche diversi predatori naturali del tartufo che nel contempo aiutano la sua prolificazione e micorizzazione in modo naturale, come il cinghiale, la volpe, la lepre e l’istrice.

In Italia ci sono circa 60 specie di tartufo, ma solo 9 sono commestibili e commercializzabili. In Sicilia, di queste ultime ne troviamo con frequenza 6

Il Tuber Aestivum detto volgarmente scorzone, è una specie diffusa in tutto il territorio siciliano, caratterizzato da ascomi di colore bruno-nerastro e di dimensioni variabili tra 2 e 10 cm o più. Si sviluppa nei mesi estivo-autunnali, da maggio a agosto.

Il Tuber Uncinatum variante dell’aestivum che matura dopo le prime piogge autunnali.

Il Tuber Borchii noto anche con i nomi di bianchetto o marzuolo, è una specie presente nei boschi di latifoglie, di conifere e nei boschi misti. Si tratta di un tartufo diffuso in tutta Europa, che predilige i versanti esposti a sud. Il bianchetto si raccoglie generalmente da dicembre fino a aprile ed è caratterizzato da un odore intenso; le sue dimensioni sono variabili da 1 a 10 cm.

Il Tuber Brumale detto tartufo nero d’inverno, possiede ascomi caratterizzati da un odore gradevole di frutta fermentata, e viene raccolto in differenti boschi di latifoglie, generalmente da novembre ad aprile.

Il Tuber Brumale Moscatum si differenzia dal precedente per la pezzatura più grossa e le venature interne più estese.

Il Tuber Mesentericum detto tartufo nero ordinario, si raccoglie prevalentemente in boschi di latifoglie a varie altitudini nel periodo compreso da novembre a marzo.

Per la cerca del pregiato fungo in Sicilia vi è un calendario di raccolta da osservare, che va dall’inizio alla fine della maturazione di una determinata specie; ad esempio, il tuber aestivum si raccoglie dal 15 maggio al 15 agosto, l’uncinatum dai 1 ottobre al 31 gennaio, il bianchetto si raccoglie dal 15 dicembre al 15 aprile, il brumale dal 1 novembre al 15 aprile, il brumale moscatum dal 1 gennaio al 31 marzo, e infine il mesentericum dal 1 novembre al 31 marzo.

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