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Bufala nera lunga

Il progetto di ricerca
I frumenti delle aree montane, una nuova opportunità. Alla riscoperta delle “bufale”

La crisi che attraversa l’agricoltura accompagnata dal riscaldamento globale necessita di una revisione dei modelli produttivi che ne guidi la transizione verso esempi sempre più sostenibili e perno fondamentale di questo nuovo percorso che è senza dubbio l’agrobiodiversità. Pertanto, uno degli obiettivi strategici della Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia consiste nella valorizzazione delle varietà locali di frumento i cosiddetti Grani Antichi Siciliani.

I frumenti di Montagna: “Le Bufale”

L’ultimo progetto di ricerca realizzato, pubblicato nella rivista scientifica Plants, ha riguardato la caratterizzazione molecolare di un gruppo di frumenti duri, tetraploidi, le cosiddette bufale che venivano storicamente coltivati nelle aree montane (da 800 a 1200 m. slm) ed erano utilizzati per la produzione di pani peculiari o consumati direttamente come zuppa. Le caratteristiche comuni di questo gruppo di frumenti possono essere cosi riassunte:

• altezza imponente delle piante

• tardività della maturazione

• cariosside gibbosa di forma ellittica tendente allo sferico

• frattura delle cariossidi di tipo farinosa

La Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia
E’ un Ente di ricerca pubblico, nato con regio decreto nel lontano 1927, sottoposto al controllo dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, che si prefigge, di affrontare i problemi delle coltivazioni di pieno campo in clima caldo-arido con particolare riguardo alle colture cerealicole. Tra le attività dell’Ente un posto di riguardo l’ha sempre avuto il miglioramento genetico, l’ultima brevetto ha riguardato il Simeto, per molti anni la varietà più coltivata nel bacino del mediterraneo. Attività altrettanto importanti sono stati e lo sono tuttora quelli di Recupero, Mantenimento, Caratterizzazione e valorizzazione di popolazioni locali di frumento. Oggi la Stazione di Granicoltura è depositaria di una importantissima collezione di germoplasma di varietà locali di cereali (grani antichi siciliani, 52 varietà per circa 200 accessioni) che rappresenta un patrimonio genetico di straordinario valore scientifico e culturale indispensabile per fronteggiare la sfida dei cambiamenti climatici.
Presidente, Giuseppe Li Volti – Direttore, Carmelo Nicotra

Nel corso degli ultimi cinquant’anni, nelle aree interne siciliane, le superfici delle varietà locali si sono drasticamente contratte per l’avvento delle varietà migliorate dal punto di vista qualitativo e produttivo. Tuttavia nelle aree montane questo fenomeno è avvenuto più lentamente perché le varietà “moderne” difficilmente si sono adattate a queste aree. Inoltre, la presenza diffusa di allevamenti ha disincentivato la diffusione delle varietà moderne che assicurano una produzione di paglia nettamente inferiore rispetto alle varietà locali. Al gruppo delle “Bufale” e affini appartengono le seguenti varietà:

• Ciciredda

• Bivona

• Paola

• Bufala Rossa Corta

• Bufala Rossa Lunga

• Bufala Nera Corta

• Bufala Nera Lunga

• Bufala Bianca

Questo gruppo viene descritto per la prima volta da Ugo De Cillis nel lavoro, I Frumenti Siciliani, Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, Pubb. n. 9, Catania, 1942, e successivamente da Venora – Blangiforti nel lavoro I Grani Antichi Siciliani – Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, edizioni “Le Fate”, Ragusa 2017.

Caratterizzazione molecolare delle Bufale

Le tecniche di analisi genetica hanno permesso di ottenere un’impronta caratteristica di ogni singola varietà di grano Bufale, oggetto della ricerca. Ciò permetterà la messa a punto di un sistema di controllo per conseguire la certificazione di filiera, indipendentemente dai trattamenti di trasformazione, a garanzia sia del consumatore finale che di tutti gli attori del processo di produzione e trasformazione. L’innovazione prodotta, caratterizzazione genetica delle Bufale, scaturita da due anni di ricerca è stata presentata con un convegno nel territorio dei Nebrodi ed esattamente presso il comune di Floresta (presenti amministratori ed imprese agricole). Per l’occasione è stata fornita a due panificatori del luogo farina della varietà “Paola” con la quale sono stati realizzata prove di panificazione. L’iniziativa ha voluto essere uno stimolo alla nascita di imprese di coltivazione e trasformazione delle Bufale con l’obiettivo finale di offrire ad eventuali imprese uno strumento indispensabile per la certificazione di filiera.

Giuseppe Li Volti – Carmelo Nicotra (Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia)

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