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A bando 45 milioni di euro
Florovivaismo, frutta secca e zootecnia: la Sicilia attiva i Pif

Anche la Regione Siciliana attiva i Pif, i Progetti integrati di filiera. Ammonta a 45 milioni di euro la somma destinata ai relativi bandi distribuiti con 15 milioni di dotazione finanziaria per ciascuno dei tre settori chiave: florovivaismo, frutta secca e zootecnia. Si tratta di uno strumento che aggrega gli attori di filiere agricole e agroalimentari (produttori primari, imprese di trasformazione e commercializzazione) per realizzare relazioni di mercato più equilibrate.

Florovivaismo

Il valore della produzione totale è 400 milioni di euro (Fonte INEA – Agricoltura Siciliana in cifre rev. 2018). Il settore florovivaistico in Sicilia ha una superficie totale di 2.912 ettari di cui superficie piante da fiore da foglia e fronda da recidere: 964 ettari e superficie vivai per produzione piante ornamentali: 1.948 ettari cosi distribuita per provincia secondo i dati del Registro Ufficiale della Regione Siciliana (anno 2020).

Provincia Numero vivai Superficie (Ha)
Agrigento1819,1
Caltanissetta26,2
Catania185829,8
Enna516,4
Messina456644,7
Palermo5357
Siracusa3884,5
Ragusa1536,5
Trapani64254,7
Sicilia8361948,9
Dati del Registro Ufficiale della Regione Siciliana (anno 2020)

Frutta secca

Mandorlo
La superficie attualmente coltivata a mandorlo risulta di circa 21 mila ettari, con una forte presenza in 4 province: Agrigento (29% del totale), Caltanissetta (22%), Siracusa (19%) Enna (18% ).

Pistacchio
Circa 4000 ettari coltivato per lo più sui terreni lavici del versante sud-occidentale delle pendici dell’Etna (Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Ragalna) e in aree delle province di Agrigento, Caltanissetta e Palermo che danno rispettivamente il nome alle 2 DOP: Pistacchio di Bronte e Pistacchio di Raffadali

Carrubo
La coltivazione del carrubo in Italia (circa 5000 ettari) è concentrata prevalentemente nelle aree interne delle province di Ragusa e Siracusa dove il prodotto viene direttamente commercializzato o trasformato nei derivati destinati all’alimentazione animale o a quella umana, oppure impiegati nell’industria agroalimentare, chimica, farmaceutica, tessile, sia per il mercato nazionale che per quello estero.

Nocciolo

La corilicoltura siciliana si estende su circa 17.000 ed è un componente importante nell’industria agroalimentare, nella pasticceria. Le future prospettive di sviluppo includono il rafforzamento dell’impegno agro-ambientale, l’ottimizzazione quali-quantitativa del prodotto e la riduzione dei costi di produzione.

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L’assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Toni Scilla

“Per partecipare alla sfida della globalizzazione è necessario partire dall’aggregazione di tutti gli attori delle filiere agricole e agroalimentari per favorire i processi di riorganizzazione e consolidamento e ambire così a mercati economicamente più interessanti – afferma l’assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Toni Scilla -. Un’opportunità straordinaria per produttori primari, imprese di trasformazione e commercializzazione. Una dotazione finanziaria importante, che sarà ripartita in egual misura fra i tre settori strategici per l’economia della nostra Isola, quello del florovivaismo che fa registrare una produzione totale dal valore di 400 milioni di euro, della frutta secca che include le colture di mandorlo, pistacchio, carrubo e nocciolo e quello della zootecnia, senza la quale non è possibile contemplare un reale sviluppo rurale in Sicilia”, conclude il rappresentante del governo Musumeci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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