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Sicurezza alimentare
Etichettatura carni, la Sicilia tra le prime regioni d’Italia. Il CoRFilCarni protagonista

di Vincenzo Chiofalo*

E’ grande la soddisfazione per aver raggiunto l’obiettivo di agganciare le regioni a forte vocazione zootecnica da carne che certificano la filiera e che rappresentano i maggiori produttori di carni in Italia. La Sicilia in termini di dislocazione territoriale dei disciplinari di Etichettatura Facoltativa delle Carni Bovine si colloca con 5 disciplinari approvati dal Mipaaf, tra le prime 7 regioni italiane (Report Mipaaf 2020), quindi non sta a guardare ma si organizza. Infatti i dati elaborati dal Mipaaf segnano una tappa fondamentale per la Sicilia ed il CoRFilCarni quale Autorità di controllo e certificazione si colloca tra i primi 5 enti di certificazione nazionali sui 13 che si occupano di questa certificazione.
Ricordiamo che CoRFilCarni è dal 2007 Autorità pubblica di controllo per il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Un percorso nato nel 2002 quando, con il progetto qualità e tracciabilità delle carni bovine siciliane finanziato dall’assessorato Agricoltura della Regione Siciliana, a fianco degli allevatori s’è costruito un modello di sviluppo e di organizzazione della filiera delle carni bovine. Perché un fatto è certo: da solo l’allevatore non riesce a esprimere il valore del territorio e dei sistemi produttivi locali, deve essere sostenuto e accompagnato dagli altri componenti della filiera quali stabilimenti di macellazione, lavorazione delle carni e dai punti vendita e quindi dal consumatore finale che è l’anello più importante perché sceglie e quindi si esprime. Da qui s’è avviato il percorso di certificazione per etichettatura facoltativa delle carni con il Consorzio Carni di Sicilia partendo dalle Madonie, oggi realtà consolidata che opera quale Organizzazione dei Produttori di prossimo riconoscimento dal Mipaaf e dalla Regione Siciliana. Il primo step è stato l’aggregazione degli allevatori, veri custodi del territorio per fare piattaforma insieme agli altri anelli della filiera. Obiettivo raggiunto.

A questo punto il modello aggregativo per la tracciabilità e la rintracciabilità delle carni è stato replicato collaborando con le altre organizzazioni di filiera che si sono costituite, e oggi grazie al Gruppo Spadola di S. Croce Camerina, la Grasso Carni di Giarre, la Società S. Gregorio di Modica e anche la filiera della carne di Modicana, la Sicilia si colloca tra le prime regioni con la certificazione di etichettatura facoltativa delle carni. Coloro che aderiscono a questo schema di certificazione hanno deciso di dare trasparenza alla propria filiera che si concretizza in un sistema di allevamento che è quello definito vacca-vitello, tipico della Sicilia ovvero con la bovina che alleva il proprio vitello per almeno 7 mesi, agendo nel controllo degli alimenti che compongono la razione alimentare, nell’attenzione sul benessere animale e, infine, nel miglioramento delle caratteristiche qualitative delle carni.

Queste filiere, pertanto, attraverso l’implementazione del Disciplinare comunicano a un consumatore attento il loro lavoro scrupoloso e rigoroso che sta dietro a ogni fettina di carne. La verifica dell’applicazione conforme del Disciplinare da parte degli operatori di filiera è compito del Consorzio di Ricerca Filiera Carni e Agroalimentare, incaricato dal Mipaaf quale Autorità pubblica di controllo. Sostenere quindi la filiera delle carni siciliane di qualità significa anche rendere noto il lavoro che viene svolto dai campi fino alla tavola, per mettere in moto un meccanismo di responsabilità collettiva e di trasferimento di informazioni al consumatore che in questo caso diventa solidale con la filiera produttiva. Quindi trasparenza e chiarezza per rappresentare al meglio un sistema zootecnico dove i bovini sono nati e allevati nei nostri territori nel rispetto dell’ambiente e che fanno della resilienza il motore del sistema produttivo a elevata sostenibilità delle carni siciliane.

*Professore di Nutrizione e alimentazione animale Università di Messina, presidente del CoRFilCarni e responsabile scientifico del progetto SmartFeed4Food

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