Terrà Blog

Economia circolare
Il valore degli scarti dell’ortofrutta per la filiera del bovino da carne

di Vincenzo Chiofalo*

Che la filiera animale con le relative produzioni ad elevato valore biologico del latte e della carne possa essere un formidabile esempio di recupero di scarti e sottoprodotti agroindustriali ne siamo certi, ma che riesca a coinvolgere, in Sicilia, le organizzazioni di produttori dell’ortofrutta, insieme alle aziende mangimistiche, alle aziende sementiere con produzioni di foraggi pensando alle aziende zootecniche che producono carni di qualità, insieme alla ricerca con la collaborazione dei punti vendita e della ristorazione allora sedetevi comodi e vi raccontiamo il progetto SmartFeed4Food. Il Consorzio di Ricerca Filiera Carni e Agroalimentare, capofila del progetto, non ha perso tempo nell’aggregare operatori del comparto agricolo vegetale e animale, unendo le forze per sostenere la filiera zootecnica, oggi più che mai colpita anche dagli elevati costi degli alimenti.

Ci ha quindi pensato il PSR della Regione Siciliana con la misura 16 e con la sottomisura 16.1, a rendere il progetto realizzabile e di attuale interesse visto che i costi dell’alimentazione animale oggi superano di gran lunga il 60% dei costi aziendali e quindi non rimane che generare un percorso virtuoso e sostenibile mettendo insieme gli attori della filiera partendo dalla produzione primaria agrumi, patate, zucchine, pomodori, melanzane, eccetera, oggetto dello scarto. L’esperienza positiva di un precedente progetto di economia circolare nell’ambito del recupero degli scarti ortofrutticoli presso la GDO finalizzati all’impiego per alimentazione animale ma anche per produrre i pet food per animali da compagnia ha guidato questo progetto di trasferimento tecnologico. Quindi siamo partiti in questo caso dai campi ed abbiamo aggregato i produttori ortofrutticoli tra i più rappresentativi quali l’OP La Mongolfiera Società Agricola Consortile di Sergio Giardina di Siracusa, L’OPAC di Giuseppe Campisi di Siracusa, i quali hanno subito compreso l’importanza di rivitalizzare e dare continuità all’ortofrutta generando un percorso di riconcentrazione e di produzione della base alimentare per l’alimentazione animale.

A loro si è unita l’azienda Salvatore Calleri di Palazzolo Acreide che produce foraggi (fieno e paglia), ed è presto detto che con il supporto tecnico-scientifico del CoRFilCarni si producessero ballette di ortofrutta interamente siciliane da utilizzare quale base alimentare per le aziende zootecniche da carne partner del progetto: l’azienda Zirone di Curcio Rosa Maria che a Palazzolo Acreide rappresenta l’élite della razza Charolaise, l’azienda Mario Gallo a Noto nell’élite della razza Limousine ed a rappresentare il patrimonio da carne siciliano con gli incroci l’azienda Salvatore Caligiore a Palazzolo Acreide. Quindi produzione smart di ballette di ortofrutta che in momenti di siccità, di incendi, di depauperamento delle risorse foraggere, possono rappresentare un alimento utile e necessario quale base per l’alimentazione dei bovini.

Nel giro di 2 giorni si raccolgono almeno 6 mila chilogrammi di scarto e in 24 ore l’alimento è pronto per essere servito nella mangiatoria

A far parte del Gruppo Operativo, tenuto conto dei fabbisogni nutrizionali degli animali da carne anche l’industria mangimistica Di Pasquale di Avola la quale produce mangimi formulati “ad hoc” per le aziende zootecniche, con dinamiche produttive dipendenti dalla tipologia di ortofrutta prodotta mensilmente. Una perfetta organizzazione che parte dalla raccolta in tempi brevi di almeno 6000 kg di scarto nel giro di 2 giorni, quindi calendarizzazione e organizzazione della produzione delle ballette grazie ad un soggetto esterno specializzato e, in giornata, l’alimento è pronto per essere servito nella mangiatoia dei vitelli con una conservabilità gestita ed organizzata grazie al controllo ed alle analisi del laboratorio del CoRFilCarni il quale con strumentazioni e tecnologie di ultima generazione effettua le valutazioni nutrizionali e microbiologiche delle componenti di ortofrutta per la conformità all’uso e definisce i corretti abbinamenti tra foraggi e ortofrutta.

Quindi ogni mese si producono migliaia di ballette destinate alle tre aziende zootecniche con il monitoraggio della shelf life studiata e programmata per controllare la qualità per almeno un mese. Ad oggi grazie al contributo dell’innovation broker Giuseppe Valvo e della innovazione organizzativa, i vitelli crescono con performance molto interessanti, nessun problema sanitario nel rispetto del benessere animale e gli allevatori sono entusiasti di questa innovazione che può dare una scossa al sistema produttivo zootecnico. Sarà la “fettina” l’indicatore della qualità delle carni e grazie alle cellette di frollatura per la valutazione della corretta maturazione delle carni presso il punto vendita del partner Paolo Garfì di Palazzolo Acreide insieme ai test sensoriali “reali” da svolgersi presso l’Agriturismo di Corrado Leone a Noto a darci i necessari e oggettivi riscontri.

In sostanza, il motto dai campi alla tavola e dal forcone alla forchetta è servito per una filiera delle carni tutta siciliana pronta per la certificazione da parte del Gruppo di Controllo e Certificazione del CoRFilCarni e che non attende altro di confrontarsi con il consumatore finale. Questa però ve la racconteremo al momento giusto, per intanto gustatevi l’innovazione organizzativa di questa filiera.

*Professore di Nutrizione e alimentazione animale Università di Messina, presidente del Consorzio di Ricerca Filiera Carni e Agroalimentare e responsabile scientifico del progetto SmartFeed4Food

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