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Cinaricoltura siciliana, innovazione varietale e nuovi processi produttivi

di Giuseppe Consiglio*

Lo scorso venerdì 27 maggio si è tenuta una giornata di campo presso l’azienda Agrisementi Srl capofila del progetto “Val.Ci.Si – Innovazioni di processo e di prodotto per la valorizzazione del patrimonio cinaricolo siciliano”, con l’obiettivo di mostrare i primi risultati delle attività del Gruppo Operativo finanziato nel quadro della misura 16.1 del PSR Sicilia 14/20.

Prima tappa, i tunnel in cui avviene la selezione e riproduzione delle varietà di carciofo e le strutture dedite all’impollinazione. Giovanni Mauromicale del Dipartimento di agraria dell’Università di Catania nonché responsabile scientifico del progetto, ha spiegato come il carciofo sia una risorsa preziosissima non solo per l’agricoltura siciliana ma anche per una pluralità di ragione socioeconomiche e antropologiche che rendono tale coltura unica e imprescindibile per la Sicilia, sottolineando come sia proprio la cinaricoltura siciliana e tutti gli attori che ne fanno parte, ad aver l’onere e l’onore di dover contribuire all’innovazione dei processi produttivi e alla promozione di una delle principali eccellenze agricole siciliane.

Dai campi in azienda dove è stata effettuata una prova di funzionamento dell’impianto prototipale realizzato nell’ambito del progetto che permetterà di ridurre notevolmente i tempi di produzione, riproduzione e selezione delle sementi, un’attività cruciale nel processo di definizione e isolamento di nuove varietà siciliane di carciofo. Il Gruppo Operativo Val.Ci.Si, beneficiario di un contributo di 500 mila euro, guidato dall’azienda capofila Agrisementi Srl di Salvo Nieli, riunisce una compagine partenariale fortemente rappresentativa dei principali attori dell’innovazione nel settore cinaricolo siciliano.

Oltre alla già citata capofila Agrisementi, società sementiera dell’estrema punta meridionale della Sicilia che sorge tra Pachino e Portoplao di C.P., si contano infatti ben 5 aziende agricole dislocate nei principali areali dell’isola in cui la coltivazione del carciofo costituisce un asset strategico per il settore agricolo locale: si tratta delle aziende agricole “Bordonaro di Cultraro Corradina”, “Andolina Nicasio” e “Girolamo Vascellaro” e delle società agricole “Carrubba” e “Ciriga”. Ciascuna di questa aziende è impegnata nella realizzazione di campi di prova per l’implementazione di test varietali sotto la guida del “Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente – Di3A dell’Università di Catania”, componente scientifica del progetto.

Completano il raggruppamento “EuroDeA”, ente di formazione accreditato alla regione siciliana e società di consulenza per lo sviluppo sostenibile euromediterraneo, “Evergreen Resources”, società di ingegneria, e l’OP “Rossa di Sicilia”. Sono quattro gli obiettivi, che il progetto intende perseguire: la costituzione di varietà siciliane propagate per “seme”; la messa a punto di un impianto prototipale per la selezione ottica dei “semi” di carciofo; la definizione di protocolli che permettano un risparmio degli input colturali nella coltivazione del carciofo; la valutazione della biomassa, residuo di produzione, come fonte per la produzione di energia. Val.Ci.Si. intende, in definitiva, promuovere un ammodernamento della cinaricoltura siciliana, rivolgendosi, direttamente ai produttori dei 14 mila ettari di carciofeti siciliani.

*Project manager ed innovation broker G.O. Val.Ci.Si. – Co-founder EuroDeA s.c.a.r.l.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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