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Esperti a confronto
Agroindustria e farmaceutico, l’Agave sisalana apre nuove frontiere allo sviluppo

Si è svolta la conferenza online, dal tema “Agave sisalana prospettive della Ricerca e futuri sviluppi in campo Farmaceutico, Artigianale, Agroindustriale”. Un momento di divulgazione scientifica con la partecipazione di autorevoli relatori in collegamento da diverse parti di Italia, che hanno dato vita a una conferenza multidisciplinare che ha preso in considerazioni diversi aspetti biotecnologici, fitosanitari, botanici, artigianali e agroindustriali della pianta di Agave sisalana.

Sul fronte della ricerca, si sono accesi i riflettori sui principi attivi presenti nel succo della foglia dell’Agave sisalana, frazioni di biomolecole standardizzate dalla Aboca S.p.A. e attualmente utilizzati nella ricerca oncologica per contrastare un tumore aggressivo come l’osteosarcoma, in abbinamento con farmaci chemioterapici. La relativa ricerca condotta nei laboratori del Regina Elena di Roma, e nei laboratori del Rizzoli di Bologna, è stata illustrata da Giovanni Blandino, da Massimo Serra e da Valentino Mercati, presidente di Aboca S.p.A. che hanno confermato che tra poche settimane sarà avviata la sperimentazione su cavie animali, dopo oltre dieci anni di sperimentazione.

Sciroppo di Agave

Questa importante ricerca è attualmente finanziata grazie all’interessamento dell’Associazione Aurora Tomaselli, che come ha spiegato il presidente Roberto Tomaselli. L’Associazione porta il nome di Aurora, viene istituita dopo la morte per osteosarcoma, all’età di tredici anni Aurora, e da allora l’Associazione non si è mai fermata, realizzando eventi per raccogliere fondi per portare avanti la ricerca medica sull’Agave sisalana, pianta sulla quale per casualità Aurora si era punta durante un viaggio in Sardegna. La foglia di Agave sisalana, contiene delle importanti fibre ligneo-cellulosiche, resistenti, utilizzati da sempre dagli abitanti dello Yucatan, infatti la caratteristica della resistenza delle fibre la rende idonea come cordame.

Il dipartimento agricoltura dell’assessorato Agricoltura della Regione Siciliana, considerato il crescente interesse verso l’Agave e più in generale verso le fibre vegetali, per favorire lo scambio di esperienze e conoscenze, si appresta ad avviare i lavori del Gruppo Tematico “AGAVE” all’interno della Rete Regionale Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura

Come aderire al Gruppo Tematico

Andrea Caporossi ha illustrato la mission dello Stabilimento militare da lui diretto presso Castellamare di Stabia, ovvero la corderia militare che esiste da duecento anni, un pezzo di storia tutta italiana, che attualmente utilizza d’importazione alcune decine di tonnellate di Sisal proveniente dalle coltivazioni in Madagascar, Tanzania.Evidenziata la resistenza della fibra che ottimamente si adatta alle esigenze della marineria militare, infatti lo Stabilimento realizza pregiato cordame in fibra di Sisal per le navi militari scuola come per l’Amerigo Vespucci o la Palinuro, la corderia può essere contattata dai proprietari di navi storiche per poter farsi realizzare corde in Sisal. Oggi la fibra ricavata dall’Agave sisalana, rappresenta un’importante fibra tessile, che commercialmente ed a livello internazionale prende il nome di Sisal, per l’appunto. Una fibra tessile sicuramente da rivalutare alla luce anche delle nuove e più stringenti normative sull’uso delle materie plastiche.

Va ricordato che in passato la fibra di Sisal è stata utilizzata oltre che in marineria, anche in agricoltura, nell’artigianato, oggi la si trova nella GDO sotto forma di tiragraffi, guanto per la cosmesi. Un importante applicazione o meglio l’utilizzo delle fibre estratte dalla pianta in modo manuale è stato illustrato dal designer Grazia Pizzillo, Designer. Un’arte che ha messo in pratica oltre venti anni fa, con la realizzazione di lampade, con una struttura in ferro battuto e avvolte da filigrana di fibre e cellulosa, creando particolari e rilassanti giochi di luce.

Un altro e importante impiego innovativo della Sisal, è quello dei biocompositi, di questa unione della fibra di Agave con matrice polimerica, dove la ricerca è incentrata a sostituire fibre minerali che danno problemi all’ambiente dopo il loro utilizzo. L’Agave sisalana, pianta oggi naturalizzata in tutto il bacino del Mediterraneo, pur essendo adatta alla coltivazione in terreni marginali, con poche o assenti risorse idriche, senza particolari pratiche agronomiche dal terzo anno in poi dalla messa a dimora, ha bisogno per la sua coltivazione per scopi agroindustriali di autorizzazioni, come ha spiegato Filadelfio Conti dell’Osservatorio delle malattie delle piante della Regione Siciliana. E’ opportuno ricordare che l’Osservatorio ha il compito anche di monitorare eventuale patogeni che possano arrivare dall’estero e minacciare le colture mediterranee.

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